BLOG ITALIANO DEDICATO AGLI HEROES DEL SILENCIO
1984
Tutto incomincia quando Joaquín Cardiel suonando il basso con i Tres de Ellos e Edición Fría, Juan e Pedro Valdivia suonando rispettivamente la chitarra e la batteria nei Zumo de Vidrio, ed Enrique Bunbury suonando il basso con i Proceso Entrópico; si presentano alla "I Muestra de pop, rock y otros rollos" tenutasi a Saragozza i giorni 23, 24 e 25 di marzo del 1984. Lontani dal trionfare, i risultati ottenuti nel concorso sono solo una serie di buone critiche per il gruppo di Juan Valdivia (Zumo de Vidrio).

Più avanti, ad una festa di compleanno, Juan rincontra Enrique riconoscendolo come il bassista dei Proceso Entrópico e lo invita a suonare il basso col suo gruppo. Enrique incomincia a provare con loro fino a che si incorpora definitivamente con i Zumo de Vidrio. In quell'epoca era raro che un musicista avesse uno strumento ed amplificatore proprio, e provavano collegando la chitarra ed il basso allo stesso amplificatore. A quei tempi il cantante del gruppo era un cugino di Juan e Pedro Valdivia, il quale suonava nel gruppo solo per divertimento. Quando questo incomincia a mancare alle prove, Enrique si improvvisa come cantante e dopo avere cantato "Rock & Roll suicide" di David Bowie, Juan gli chiede di diventare il nuovo singer della band.
Con Enrique nelle vesti di vocalist si incominciano a comporre i primi brani: "Héroe del Silencio" (che successivamente si chiamerà "Héroe de Leyenda"), "Olvidado", "Hologramas" e "Sindicato del Riesgo". In questa maniera lo stile dei Zumo de Vidrio (che precedentemente era un pop più gioviale), incomincia ad oscurarsi tanto musicalmente quanto liricamente. E llora quando si decide che le nuove canzoni servono per un progetto parallelo ai Zumo de Vidrio optano per registrarle in un nastro, il quale gli costò 15.000 pesetas (90 euro).
1985
La sorella di Juan, Beatriz Valdivia, che conosceva Cachi (un commentatore musicale e DJ che lavorava nel programma "Sangre española" di Radio Saragozza), gli dice di portargli il nastro che avevano appena registrato. Juan, Pedro ed Enrique lo incontrano e questo non li prende troppo sul serio. Pochi giorni dopo, Beatriz riceve una chiamata da Cachi, il quale era intenzionato ad incontrare nuovamente la band dei suoi fratelli.
Andando a Radio Saragozza incominciano a cercare un nome per il nuovo gruppo e poco prima di entrare nella sala decidono di chiamarsi Héroes del Silencio come il vecchio nome della canzone “Héroe de Leyenda”. A partire da quell'incontro Cachi incomincia ad appoggiare il gruppo e lì nascono gli Héroes del Silencio, inizialmente formati da Enrique Bunbury come bassista e cantante, Juan Valdivia alla chitarra e Pedro Valdivia alla batteria.

La prima esibizione degli Héroes del Silencio fu ad una sessione de "Las Matinales del Cine Pax", organizzata da Radio Popular, in un teatro che stava nel Palazzo Arzobispal sito nella Piazza di
Alla fine dell’anno si delinea la formazione definitiva degli Héroes del Silencio.
Da una parte Enrique si vede limitato dovendo suonare il basso e cantare allo stesso tempo e preferisce dunque dedicarsi al canto, confrontarsi col pubblico e maneggiare meglio la situazione. È per quel motivo che decidono di arruolare un nuovo bassista e chiedono a Joaquín Cardiel degli Edición Fría, (la band della sala prove accanto) di suonare provvisoriamente con loro. Benché all’inizio Joaquín non fu un membro fisso, perché in quell'epoca era molto abituale che i musicisti suonassero contemporaneamente in vari gruppi, alla fine decise di rimanere, diventando uno dei membri più attivi degli Héroes del Silencio.
D'altra parte, Pedro Valdivia incominciò di volta in volta a trascurare il gruppo per dedicarsi ai suoi studi di medicina, fino a che abbandona la band in maniera definitiva. Per qualche tempo in alcune prove si occupa della batteria proprio Enrique, e arrivano perfino ad usare una drum machine. Fino a che finalmente si invita a provare Pedro Andreu che suonava nei Modos. L'idea era che il batterista fosse provvisorio fino a che se ne trovasse un altro, ma Pedro mostrò molto interesse per il progetto che finisce per rimanere e diventa un membro effettivo.
Sin dall'inizio gli Héroes del Silencio erano molto convinti delle loro possibilità e volevano andare sempre più avanti, con l'unico obbiettivo di registrare un disco ed arrivare al pubblico di tutta
Dotati di grande autostima, incominciarono subito ad avere dei fans e a relazionare con il pubblico, addirittura nell’estate dello stesso anno nel Rincón de Goya a Saragozza come gruppo spalla degli Unión, gran parte del pubblico cantava in coro “Olvidado” senza che ci fosse ancora nessun disco del gruppo sul mercato e obbligandoli perfino a fare dei bis, una cosa strana per un gruppo spalla.
Il gruppo si consolida ed ogni volta suonano meglio. Incominciano ad uscire nei media locali, come per esempio nella rivista postmoderna "Meno
Quell'anno arrivano anche alla fase regionale del Festival di Benidorm. Secondo la loro stessa opinione tutto si deve alla grande amicizia che esiste tra i membri del gruppo ed alla democrazia che c'èra nel momento di prendere le decisioni.
1986
Il gruppo partecipa a più concerti e registra diversi demo con sempre più brani, con l'intenzione di creare un repertorio proprio. La voce di Enrique continua a cambiare in meglio, acquisendo toni gravi, e lo stile musicale ed il suono del gruppo incomincia ad affiorare. Cercano continuamente di esibirsi e vanno spesso al Municipio di Saragozza per offrirsi come supporters di qualsiasi gruppo. Incominciano ad essere coscienti che c’è sempre più gente ai lori concerti e che la loro musica piace, e l'idea di registrare un disco si trasforma praticamente in un'ossessione. Non solo inviano i nastri che registrano alle stazioni radiofoniche locali ma incominciano ad inviarli anche alle case discografiche dei dischi che hanno in casa loro, alcune delle quali sono già scomparse da tempo. Il risultato non è del tutto soddisfacente. Come aneddoto,
In estate si presentano al concorso "Nuovo Pop Spagnolo", una competizione organizzata da Radio Catena, una stazione radio statale ora scomparsa che si occupava di promuovere nuovi gruppi.
Gli Héroes del Silencio raggiungono la finale che ha luogo a Salamanca dopo aver guadagnato la finale di Saragozza, alla quale arrivano gruppi come Distrito 14 (a quei tempi Pékora Harris) , Los Modos ed altri gruppi saragozzani. Nella finale di Salamanca arrivano terzi tra bands come
Prima della fine dell'anno suonano a Las Fiestas del Pilar di Saragozza, nello Stadio de
1987
Questo anno è il più importante della carriera degli Héroes del Silencio.
Cachi, interessato a diffondere e scoprire i gruppi aragonesi, accompagna gli Enfermos Mentales (un gruppo di Saragozza) a Madrid, dove si recavano per essere visti da rappresentanti di differenti case discografiche. Durante il suo soggiorno a Madrid, Cachi fa arrivare a Gustavo Montesano, produttore e chitarrista di Olé-olé e rappresentante della casa discografica EMI, una delle registrazioni degli Héroes del Silencio.
Gustavo Montesano rimase molto impressionato dal lavoro degli Héroes del Silencio, tanto che va a Saragozza per assistere all'esibizione che il gruppo doveva tenere il 10 di Gennaio nella sala En Bruto, in un ciclo di concerti chiamato "Zaragoza sobre el escenario" organizzato da Mariano Chueca dei Distretto14. Dopo quel concerto gli Héroes firmano un contratto con Gustavo Montesano, contratto che li unirebbe per tutta la loro carriera alla EMI, fondata nel 1931, ed è una delle più antiche della storia.
Al tempo nessun gruppo di Saragozza aveva registrato un LP eccetto i Vocoder e i Van Cyborg, e gli Héroes del Silencio tarderanno un po' prima di registrare il loro.
In un primo momento la EMI non si fida troppo del successo che potrebbero avere e provano con la pubblicazione di un maxi-singolo prima di rilasciare un LP. In questo modo pretendono di soppesare il mercato prima di arrischiarsi con un lancio “alla grande” di un album completo. Ricardo Ortiz, direttore di marketing della EMI in quel momento, avverte gli Héroes che se non vendono almeno 5.000 copie del maxi-singolo non potranno registrare l’LP. Egli delude molto il gruppo visto che quello è il loro principale obbiettivo.

Alla fine dell’anno viene pubblicato il primo lavoro discografico, il maxi-singolo "Héroe de Leyenda”. La registrazione fu realizzata in una settimana, con molta fretta e con pochi presupposti, e così si arrivarono a vendere 30.000 copie in poco tempo,
Il disco è un chiaro esempio che gli Héroes del Silencio si trovano in una tappa di transizione e ciò crea dei dubbi, loro fanno un stile di musica con tendenze pop londinesi e con le tipiche batterie elettroniche, già a quei tempi passate di moda. Nonostante tutto, in quel maxi-singolo "Héroe de Leyenda" si può apprezzare il fatto che il gruppo dà quasi la stessa importanza sia alla voce che alla chitarra.
La settimana di registrazione servì a loro per acquisire esperienza in vista del seguente album e per farsi conoscere definitivamente in tutta
1988
La buona accoglienza del primo lavoro discografico incoraggia
Enrique sapeva già da molto tempo che il suo primo disco doveva chiamarsi "El Mar No Cesa”. Il nome “nacque” un giorno nel negozio di dischi di Zaragoza Linacero, dove lui andò a comprare un album di un gruppo punk madrileno chiamato "Mar otra vez" e non ricordandosi il nome lo chiese come "El Mar No Cesa”. Il suo errore ispirò il nome di una canzone e posteriormente quello del primo disco del gruppo. Inoltre si trasforma nel lemma del gruppo nel quale il mare è il protagonista nelle fotografie promozionali, appare nella facciata del disco e perfino nella maggior parte dei testi delle canzoni.

L'album, inciso negli Studi Hispavox di Madrid, è una dimostrazione dell'evoluzione che il gruppo soffre nei quindici mesi che separano la pubblicazione dal primo maxi-singolo dalla quella del LP. La voce di Enrique suona in modo meno adolescente ed il suono si avvicina di più a quello del pop inglese anni ‘80.
Trattandosi del primo album, il gruppo si vede obbligato ad accettare certi aspetti di produzione coi quali non sono molto d'accordo. Gli Héroes del Silencio vogliono riflettere nel disco la stessa carica ed energia che hanno nelle esibizioni dal vivo, ma il produttore non pensa la stessa cosa. Nonostante tutto, il disco non è come i produttori esattamente vogliono poiché lo arrangiano con suoni di sintetizzatore senza consultare in primo luogo il gruppo. Enrique se ne accorge e minaccia di lasciare le registrazioni e di ritornare a Saragozza se non si cambiano le cose, la casa discografica è dunque obbligata a togliere gli arrangiamenti e a limitarsi a produrre il disco. Tutte queste cose fanno si che il disco non sia esattamente come il gruppo vuole.
Dopo la pubblicazione di "El Mar No Cesa”, gli Héroes del Silencio si imbarcano nella promozione del disco per stazioni radiofoniche e soprattutto nelle televisioni, le quali si mostrano molto ricettive col gruppo. Incominciano ad apparire in differenti programmi televisivi suonando in playback e nelle riviste femminili. Invece la stampa scritta si mostra sin dall’inizio indifferente, ad eccezione di quella aragonese.
1989
Oltre a consolidarsi e maturare, il gruppo è preso sempre più sul serio dal pubblico, benché subito incominciò a crearsi una linea divisoria tra gli ammiratori ed i detrattori degli Héroes del Silencio. Questo non spiace del tutto alla band poiché è sintomo che hanno qualcosa di differente dal resto degli altri gruppi e questo li rafforza. Nonostante tutto, quest'anno sono scelti come "Gruppo Rivelazione 89" per la giuria di Iberpop (Logroño).

In principio l'idea era quella di registrare vari pezzi dal vivo ed utilizzarli successivamente come lato-B di alcuni singoli, ma le registrazioni, realizzate l' 8 Settembre a Villanueva del Arzobispo (Jaén), hanno un’alta qualità e finiscono per essere pubblicati sul mini LP. Anche questo lavoro serve per soppesare il terreno in vista del secondo album della band e come esperienza nel lavoro di produzione, la quale è condivisa col produttore Carlos Martos.

Man mano che gli Héroes del Silencio smettono di esibirsi in piccole sale, in maniera progressiva iniziano a riempire stadi ed arene (plazas de toros). Il loro atteggiamento, professionismo, presenza ed i montaggi scenici della band dal vivo; con proiezioni, passerelle, gioco di luci, etc; fanno più attraenti e spettacolari i loro concerti.
1990
L'anno comincia bene per gli Héroes del Silencio. A Gennaio si aggiudicano il disco di platino per l’album "El Mar No Cesa” in una festa celebrata in un ristorante de la calle Jardines di Madrid. All'atto accorsero i quattro membri del gruppo, alcuni rappresentanti della EMI e l'agente. Di questo avvenimento non esiste nessun tipo di materiale giornalistico non essendo stati informati i mezzi di comunicazione. Le vendite sorpresero gli stessi musicisti che non si spiegano il motivo di tale successo, poiché essi non si dedicano a suonare della musica così commerciale.
Cominciano una tournèe in tutta
In Agosto di quello stesso anno ci sarà l’incontro che cambierà le loro vite ed il loro modo di lavorare e suonare. In occasione di un concerto a Calatayud (Saragozza), gli Héroes conoscono il produttore Phil Manzanera, il mitico ex-chitarrista del gruppo glam Roxy Music, grandi propulsori negli anni ‘70 del concetto "musica fatta per nessun-musicista." L'incontro fu quasi una casualità. Il manager di Phil voleva fare una compilation di bands spagnole in Svizzera e contatta gli Héroes del Silencio. Fa loro una breve intervista e finiscono per convincerlo del tutto. Questo gli passa l’ LP "El Mar No Cesa” a Phil, notando che il disco non è un riflesso esatto di come il gruppo suona dal vivo. Alcune settimane dopo, Phil Manzanera conosce a Londra Pito, il manager degli Hèroes, e si parla della produzione del nuovo disco della band. A Phil Manzanera interessa l'idea di produrli e Pito lo invita a vederli in concerto. Gli Héroes del Silencio mettono la condizione che per produrli, per prima cosa doveva venire a vederli dal vivo, poiché se il futuro produttore si limita ad ascoltare il disco può arrivare pensare ad una produzione più soffice di quello di che realmente la band ha bisogno. È allora quando Phil Manzanera viaggia a Calatayud per vedere gli Héroes dal vivo rimane meravigliato non solo di come è il gruppo bensì della risposta del pubblico e soprattutto di Enrique Bunbury.
Il primo passo era sapere chi doveva essere il produttore e gli Héroes pensano a Steve Brown, Guidoslitta Rock, Chris Long-Ange, e molti altri nomi della scena britannica. Quando conoscono Phil Manzanera c’è subito simpatia tra di loro e le due parti decidono di incominciare a registrare il disco il prima possibile.

Gli Héroes sperimentano per la prima volta quello che continueranno a fare nei suoi seguenti lavori, continuare a lavorare sulle canzoni nello stesso studio di registrazione. Molte, come per esempio "Decadencia", sono delle vecchie tracks che non erano state ancora registrate. Altre come "Con nombre de guerra" le hanno appena composte nello studio di registrazione. La registrazione si realizza cercando un suono più diretto, registrando contemporaneamente il basso e la batteria per captare il feeling ed il dinamismo di una band dal vivo. Si eliminano anche le tastiere, poiché non erano mai utilizzate dal gruppo nei concerti.

Finite le registrazioni, gli Héroes suonano per la prima volta fuori dalla Spagna, realizzano due esibizioni in Svizzera ed altre due in Belgio.
Nel mese di Dicembre esce sul mercato il secondo album "Senderos de Traición", l'opera che consacrerebbe il gruppo saragozzano come una delle rock & roll bands più importanti della storia della musica spagnola. Il nome del disco è basato dal titolo spagnolo del film del regista francese Costa Gavras "El sendero de la Traición" (Betraged). Se quello che si pretendeva era dare più forza al suono e plasmare quello che era realmente il gruppo dal vivo, non c'è dubbio che il risultato fu raggiunto. Molti dei brani dell'album erano stati rodati dal vivo durante la tournèe di quello stesso anno e di quella precedente, ed ascoltandolo si possono osservare che le differenze del suono e della personalità dei brani rispetto all’album di debutto sono evidenti. È chiaro che gli Héroes del Silencio passano da un gruppo pop inesperto ad essere un gruppo di rock reale e denso, ed è naturale dato che le canzoni di "El mar no cesa” erano state composte in cinque anni e quelle di "Senderos de Traición" in due anni, nel quale, il risultato è molto più omogeneo, inoltre in questa occasione non c’è stato bisogno di un periodo di apprendistato come invece accadde per il precedente album. Emergono soprattutto due canzoni: “Entre dos Tierras" e “Maldito Duende", che diventeranno presto dei classici della musica spagnola e degli inni per il gruppo ed i loro fans.

Il risultato è molto soddisfacente per la band che ottiene quello che stava cercando da molto tempo, fare un LP che dimostrava realmente quello che erano gli Héroes del Silencio; come per il pubblico che non aspettava nient’altro che fosse in vendita per andare a comprarlo.

Il 30 marzo gli Hèroes ritornano on the road e il tour "Senda ‘91” iniziò dalla località di Don Benito (Estremadura). Il montaggio scenico cambia di poco rispetto a quello dell’anno precedente, tanto in repertorio quanto nell’infrastruttura. Per questa tournèe il gruppo esige che tra un esibizione e l’altra non ci siano più di
Agli inizi dell’estate
Il 9 ottobre ritornano a Saragozza per suonare nello Stadio Municipale de
Fino ad allora gli Héroes del Silencio avevano trionfato solo in Spagna mentre altri gruppi stavano andando bene in Sud-America. Eccetto i Mecano che stavano avendo successo in Francia e che volevano cercare di entrare nel mercato britannico (benché nessuno riuscì a farlo), sembrava che il mercato europeo fosse chiuso e che nessun gruppo spagnolo potesse aprirlo. Questo cambierà a partire dalla fine dell’anno quando

A Dicembre viene pubblicato il doppio EP live "Senda ‘91”, che fu registrato il 25 settembre nella località madrilena di Las Rozas. Anche questo sarà un EP a tirata di limitata, erano disponibili solo 25.000 copie. Nella produzione, per volontà degli Héroes e per l'ingegnere del suono di "Senderos de …" Keith Bessey, si cercano di fare i minimi ritocchi possibili per far si che le canzoni siano uguali a come le avevano suonate durante il concerto. Sottolineando che nella registrazione di "Con nombre de guerra " si mantengono gli errori. Si redigono anche una collezione di critiche negative verso il gruppo che erano apparse in alcuni media, nei quali si è perfino arrivati ad accusargli di usare il playback durante i concerti.
Il motivo, secondo gli stessi Héroes del Silencio, è che il disco doveva essere un riflesso della tournèe in generale, sia nel bene che nel male. L'album si chiude con la seguente frase di Enrique registrata al contrario: "E tra ogni parola e sillaba pronunciate come il solco aspro da percorrere, rimarranno messaggi da decifrare che nascondono bugie imparate."
1992
Il 4 febbraio di quell'anno, alle ore 21, gli Héroes presentano pubblicamente il doppio EP dal vivo "Senda ‘91”, suonando nella sala Morocco di Madrid. Questo è l'unico concerto che la band farà in Spagna nel 1992, poiché quell’anno inizierà la conquista del pubblico e del mercato internazionale.
Durante i mesi che vanno da marzo fino ad ottobre, gli Héroes visitano paesi come

Come dato significativo riguardo l’impressione suscitata in Europa, prima di iniziare la tournee gli Héroes avevano venduto 30.000 copie di "Senderos de traición" in Germania, ed un anno dopo sarebbero 250.000 le copie vendute in questo paese e

Ad ottobre, gli Héroes del Silencio chiudono il tour "Senda 91-
TERZA PARTE (1993-1996) e la Reunion del 2007
1993
Durante i primi mesi dell'anno gli Héroes vanno a Londra per dedicarsi alla registrazione del loro nuovo lavoro discografico. Durante la registrazione, negli studi Gallery, ritornano a contare su Phil Manzanera nella produzione. La composizione dei brani viene fatta in soli quindici giorni, e subito dopo entrano a registrare nello studio, dopo essersi a mala pena riposati dalla precedente serie di concerti. Il processo di registrazione e il miraggio di quello che sarebbe il suo nuovo disco è realizzato di nuovo negli studi londinesi Metropolis, durò fino al mese di marzo dello stesso anno.

Una volta terminata la registrazione, gli Héroes si prendono delle meritate vacanze. Enrique viaggia a Cuba, Juan viaggia in Galizia e Creta, e Joaquín e Pedro rimangono a riposare a Saragozza.
Nel mese di aprile, la band si rinchiude nella sala prove per preparare il tour del nuovo album che non tarderebbe molto ad essere pubblicato. Come aperitivo di quello che sarà un anno pieno di concerti, a maggio suonano in Portogallo.

A giugno esce edito in maniera simultanea in tutta l'Europa l'atteso disco, chiamato "El Espiritu del vino", un doppio LP e CD, preceduto un mese prima dal singolo "Nuestros Nombres". Il nuovo lavoro discografico della band lascia un pò indifferenti poiché fu una tremenda sorpresa.
Fino al momento della registrazione di "El espiritu del vino", gli Héroes si erano tenuti a distanza dai dischi superprodotti, cercando in ogni modo che questi fossero un fedele riflesso di quello che era la band sul palco. Con la pubblicazione di questo album si vede un cambiamento di criterio e di mentalità presentandosi come un disco musicalmente complesso composto da suoni multipli, sfumature ed arrangiamenti con vari strumenti. Tanto è vero che ritornano perfino ad introdurre le tastiere in alcuni pezzi, precisamente con l'organo Hammond ed il piano, registrati dal loro amico Copi. Oltre a questa collaborazione, anche Phil Manzanera lascia la sua impronta attraverso alcuni parti di chitarra.
Oltre alla metodologia applicata durante la registrazione del disco, ci sono anche cambiamenti in quella che è la composizione e lo stile musicale. Malgrado tutto il mistero, tutti gli enigmi e tutta l'estetica gotica ed oscura che sono già una costante nei testi del gruppo, "El espiritu del vino" è un disco molto più duro e più potente, pieno di lirismo, di brillantezza e di luce, con delle chitarre molto più rockettare ed affilate. Inoltre la maturità della band risulta palese nel nuovo disco tanto nella musica quanto nei testi di Enrique che raccolgono la sua crescente inquietudine per le culture orientali nelle quali si addentra attraverso i viaggi e la lettura.

In quanto alla presentazione grafica di disco, questo sarebbe il culmine di un'estetica iniziata con “Senda’91”, ideata da Pedro Magro il cui stile impregnerebbe l'immagine globale della banda e nel quale continuerebbe a giocare con gli enigmi ed il simbolismo, essendogli concesso di creare un simbolo diverso per ogni brano dell'album. Oltre al lato puramente estetico, dentro il libretto del disco si aggiungono per la prima volta i testi delle canzoni sia castigliano che in inglese, il quale è una dimostrazione della proiezione internazionale della band.

Nel momento di preparare quello che sarebbe dovuto chiamarsi "El camino del exceso Tour”, la tournèe internazionale di promozione di "El espiritu del vino", gli Héroes, per richiesta di Juan Valdivia, si vedono obbligati ad incorporare un nuovo musicista nella formazione dovuto all'enorme complessità musicale del disco. Il prescelto è Alan Boguslavsky, un chitarrista nato a Los Angeles (California) ma residente a Città del Messico. Alan era amico della banda da alcuni anni quando il manager del gruppo Pito e Pedro Andreu lo conoscono in una festa nella casa della cantante dei Kenny y los Eléctricos, band nella quale militava. La casa discografica EMI non è d'accordo con la sua incorporazione ed in ogni momento mantiene Alan al margine delle sessioni fotografiche di promozione e si rifiuta di trattarlo come un nuovo membro degli Héroes del Silencio, considerandolo sempre come un semplice musicista turnista o come un chitarrista di appoggio. Per quel che riguarda il gruppo, dal momento della sua incorporazione lo trattano come uno di loro. I motivi della scelta di un messicano e non di un spagnolo o direttamente un saragozzano è dovuta al fatto che mettere improvvisamente un ragazzo di Saragozza in mezzo a tutto il mondo che circondava gli Hèroes sarebbe stato molto complicato per lui, pertanto pensano che il candidato doveva essere qualcuno abituato a vivere in maniera boema che non restava fisso in un determinato posto.
Perciò, dopo la pubblicazione di "El espiritu del vino" e con Alan Boguslavsky come nuovo chitarrista della band, si dà inizio al tour "El camino del exceso”, una tournèe divisa in tre grandi tappe: Spagna, Europa ed America latina. Il concerto celebrato il 16 giugno al Palazzo dello Sport di Madrid è registrato da l’emittente Televisión Española, fu successivamente mandato in onda.
Martedì 20 Luglio di quello stesso anno, Sua Maestà Don Felipe di Borbone, il Principe delle Asturie, riceve in udienza gli Héroes del Silencio nel Palazzo dell'Operetta, a Madrid. Questa è la prima volta nella storia che un membro della Casa Reale spagnola riceve gruppo rock nel Palazzo dell'Operetta, ed il motivo è quello di congratularsi e riconoscere agli Héroes il merito di diffondere la lingua castigliana con la loro musica per tutta l’Europa. Durante questo incontro gli Héroes poterono parlare per quindici minuti con l'erede della Corona spagnola di musica e dei Led Zeppelin, gruppo ammirato sia dal Principe che dagli Héroes. L'atto fu criticato da un settore degli ammiratori del gruppo che tacciavano gli Héroes di incoerenza. Queste critiche furono ribattute dai membri della band chiarendo che la non condivisione delle idee politiche prescinde dal rispetto verso le persone importanti. Nonostante tutto, terminato ll'incontro Bunbury si dichiara antimonarchico davanti ai media.
Durante tutto il secondo semestre dell'anno, gli Héroes realizzano più di cento concerti tra
1994
Ma il 1994 potrebbe essere considerato l'anno più sfortunato della storia della band. La prima disgrazia fu quando a gennaio decede Martin, da molto tempo era il road manager della band, fatto che destabilizza parecchio il coraggio ed il morale di tutti.

Il 9 marzo Enrique Bunbury partecipa ad un esibizione sorpresa nel bar saragozzano "
Ma il decesso di Martin non fu l'unica disgrazia dell'anno per gli Héroes del Silencio. In marzo, durante le festività della Settimana Santa, Rafael Ortiz di Landázuri, fratello di Enrique Bunbury è stato assassinato. Questo fatto successe pochi giorni di iniziare la tournèe americana, ma il professionismo della band ed in quel momento Bunbury, molto influenzato dalle filosofie orientali come l’induismo gli fanno proseguire e continuare la loro attività anche con gli eventuali compromessi.
Finalmente, ad aprile inizia la tanto attesa tournèe. Al contrario dei tour in Spagna ed Europa, quella americana consiste in una serie di esibizioni in sale piccole, cominciando dal Messico e percorrendo Cile ed Argentina per un totale di venticinque concerti. Se in qualche momento il successo gli aveva dato alla testa, la tournèe gli fa ritornare alla realtà poiché in America sono dei completi sconosciuti e si trovano in ogni momento nelle stesse condizioni di un qualunque gruppo che comincia da zero, esibendosi in sale e piccoli locali di capienza non superiore ai mille posti. Questa tournèe gli servì tra le altre cose per farsi conoscere in tutta l’America e ad aprirsi al mercato americano, benché la loro consacrazione in questo continente arrivò solo un anno più tardi.
Alla fine di giugno il gruppo lascia il nuovo continente per continuare la tournèe in Europa, e partecipando a differenti festival europei estivi in Germania e Finlandia.
Come ricordo della tournèe più lunga, intensa e di successo di tutta la carriera degli Héroes fino a quel momento, a Luglio venne pubblicato in edizione limitata "Héroes del Silencio en directo". In questo box si aggiunge il video in VHS del concerto celebrato il 16 giugno 1993 nel Palazzo dello sport di Madrid che fu registrato da Televisión Española ; un libro con la biografia e dati delle tournèe del gruppo; ed un Maxi con versioni dal vivo ed acustiche di "Flor de loto", "Mar adentro" e "La herida". L'idea del gruppo era quella di pubblicare un album dal vivo del concerto del 5 gennaio

Finalmente, dopo due anni di intenso lavoro tra la tournèe “Senda ‘91” che si prolungò fino al 1992, la registrazione e composizione di "El espiritu del vino" e il tour "El camino del exceso” che occupò gran parte del 1993 e 1994, nel mese di agosto ogni membro del gruppo va in vacanza per conto proprio, tra di loro Enrique Bunbury viaggia in India e Nepal.
È evidente che "El espiritu del vino" è l'album di consacrazione degli Hèroes arrivando praticamente ad uguagliare il numero di vendite del disco più venduto della storia del gruppo, "Senderos de traición ", e che il tour “El camino del exceso” sancì il lancio definitivo della band verso il pubblico ed il mercato sia europeo che latino americano; e nonostante l'immenso successo artistico e professioniale degli Héroes come gruppo musicale, le relazioni personali tra i musicisti vanno deteriorandosi sempre di più.
I due anni di lavoro senza sosta da quando nel 1992 finirono il tour “Senda 91-
È la seconda opzione quella che decidono di scegliere. Nel settembre del 1994, dopo le ferie, i membri del gruppo decidono di praticare una specie di "ritiro spirituale", isolandosi da tutto il mondo eccetto che da loro stessi, prima di intraprendere la composizione e la registrazione di un nuovo disco. Su raccomandazione di un amico di Juan Valdivia, si muovono a l’Hospital de Benasque, un hotel-rifugio di aspetto rustico, ubicato a Pirineo Aragonés precisamente nelle Llanos del Hospital, dentro
1995

Per questo lavoro si mescolano le carte con nomi come Bob Rock e Mick Clink, produttori dei Metallica e Guns N' Roses, ma finalmente si opta per Bob Ezrin, un uomo di corte chiaramente rockettara che aveva già lavorato come produttore di Lou Reed, Alice Cooper, Kiss, Peter Gabriel e Pink Floyd.
Il cambiamento di produttore non fu l'unico cambiamento che ci dentro l'ambiente degli Héroes. La band chiude le relazioni con l'ufficio di management 10/diez e conPito, il loro manager personale che aveva lavorato con loro dagli inizi. Il motivo non fu chiarito dal gruppo. Il loro nuovo manager è Claire King, una dirigente appartenente alla EMI England.
Perciò, gli Héroes viaggiano a Los Angeles, California, per cominciare la registrazione del loro nuovo disco sotto la direzione del produttore Bob Ezrin e dell'ingegnere del suono Andrew Jackson. Bob Ezrin consiglia loro di fare un disco di puro rock & roll, forte, potente, con chitarre aggressive in puro stile Led Zeppelin, Perl Jam, The Cult, e così faranno. Bob gli suggerisce che il disco potrebbe cominciare con qualcosa di impatto, con qualche suono caratteristico dell’Aragona. La band si informa sull'idea e subito coincide il fatto che il nuovo album potrebbe iniziare col suono della Settimana Santa del Bajo Aragón turolense, precisamente col suono di "Romper
Oltre ai cambiamenti del produttore e del manager, anche gli Héroes cercano nuovo designer grafico per l'edizione della facciata ed il libretto del nuovo disco. In questo modo, tutta l'iconografia e l'immagine creata da Pedro Magro che aveva illustrato tutti i loro precedenti lavori e che aveva creato un'estetica personale del gruppo, viene messa da parte ed in questa occasione per il design si incarica il collettivo Ipsum Planet.

Nel mese di Luglio ed Agosto, una volta terminato il periodo di registrazione, gli Héroes partecipano ad alcuni festival in Svizzera e Germania nell'attesa della pubblicazione del nuovo disco, il quale suppone un ritorno sulla scena dopo un anno di assenza.
Finalmente, il giorno 18 settembre, contemporaneamente nei 26 paesi del mondo nel quale viene pubblicato, esce il nuovo lavoro degli Héroes del Silencio intitolato "Avalancha." Il nome indica la necessità e la volontà della band di non rimanere stagnanti, di non ossidarsi e di un movimento urgente. La presentazione si realizza nel Centro Cultural Delicias di Saragozza ed accorrono inviati speciali dal Messico, Australia, Germania, Italia, Inghilterra e Svizzera, oltre a gran parte della stampa spagnola, sommando così un totale di cento giornalisti presenti. L'atto è presieduto da Rafael Gil, presidente della EMI-Hispavox-Chrysalis, i media e circa trecento fans invitati poterono godere specialmente dell'esordio dal vivo di sei dei nuovi pezzi del disco, in un'esibizione che comincia con una jam acustica e che finisce con tutta la potenza elettrica degli Héroes. Terminata la presentazione, la banda si dirige a
"Avalancha" è un album di puro rock & roll chiaramente influenzato da bands degli Stati Uniti come Pearl Jam e Soundgarden, traboccante di energia, con chitarre aggressive, alcune melodie brillanti ed una base ritmica impeccabile, molto più diretto e cristallino del precedente LP.
Per il gruppo il risultato non può essere migliore, arrivando perfino a confessare che questa è la prima volta che si lasciano produrre. La mano di Bob Ezrin si nota dall'inizio alla fine del disco.
In quanto al design grafico e presentazione del libretto, in questa occasione il gruppo ritorna ad apparire nella facciata riprendendo in questa maniera il concetto di "Senderos de traición." Nell'interno si aggiungono di nuovo i testi delle canzoni sia in castigliano che in inglese, illustrati con le fotografie realizzate da Joaquín Cardiel. La nuova presentazione suppone una fuga degli intensi e sovraccarichi motivi che illustrarono "Senda ‘91” e "El espiritu del vino." Inoltre, benché Alan Boguslavsky partecipi alla composizione di tutti i brani, non appare nella copertina dell'album e all'interno del booklet è nominato nei crediti mantenendo una certa distanza col resto del gruppo. Qui risulta evidente che benché il resto della band lo consideri come uno di loro, non succede la stessa cosa con la casa discografica.
Dopo la pubblicazione e presentazione di "Avalancha", il 25 settembre inizia la tournèe che porta lo stesso nome del disco, precisamente dalla città italiana di Milano.
Perciò, dalla fine di Settembre fino alla fine dell’anno comincia la prima fase dei concerti in Europa, realizzandone quattordici in locali e piccole sale nella sola Germania, toccando poi alcune città della Spagna e facendo alcuni esibizioni in altri paesi europei come Italia, Austria, Svizzera, Olanda, Inghilterra, Ungheria, Svezia, Finlandia, Danimarca, Francia e Belgio. I concerti di "Avalancha" sono compatti, carichi di potenza, energia, aggressività ed in essi si fa un percorso di tutti i brani emblematici della band. Una delle cose più sottolineabili di questa gita sono le versioni di pezzi leggendari della storia del rock come "Paranoid" dei Black Sabbath, "Rock 'n' roll" dei Led Zeppelin, "The Passenger" di Iggy Pop e "It's only Rock 'n' roll" dei Rolling Stones, tutte introdotte dentro una sempre più peculiare ed estesa versione di "Decadencia" che serve come brillante brano di chiusura dei loro concerti. In alcuni di questi interpretano anche dei loro pezzi in versione acustica.
A dispetto del tentativo da parte di tutta la band di prendere le cose con più calma, alla fine della prima parte della tournèe incominciano a sorgere problemi di ogni tipo che destabilizzano la tranquillità iniziale. In primo luogo incominciano ad esserci de problemi coi rappresentanti della casa discografica relativi al rinnovamento del contratto. In secondo luogo ci sono alcuni problemi di salute per alcuni membri del gruppo, Juan Valdivia che soffre di una tendinite alla mano sinistra e Pedro Andreu che ha problemi di cuore ed ogni volta si affatica sempre di più.
Ed infine, dopo il concerto Siviglia del 5 dicembre nel quale Enrique Bunbury si ritira dal palco perchè qualcuno del pubblico lo sputava, è palese che le cose non sono più le stesse.
A Natale la band si prende alcune meritate ferie ed Enrique Bunbury ne approfitta per viaggiare nel sud del Messico e percorrere
1996

In febbraio riprendono la tournèe "Avalancha" dando inizio alla prima parte del tour in America, precisamente in Messico, realizzando un totale di dodici concerti solamente in questo paese. Più tardi iniziano una serie di concerti tanto desiderati negli Stati Uniti. Questa parte della tournèe gli porta a suonare in posti inusuali per un gruppo rock spagnolo come Los Angeles, Chicago, Boston e New York, arrivando a realizzare sedici esibizioni negli USA.
La situazione della band e le relazioni personali tra i suoi membri, lontano dal migliorare ritornano a deteriorarsi ed incominciano a crescere i dissapori musicali tra Enrique Bunbury ed il resto della band, specialmente con Juan Valdivia. Bunbury propone al resto del gruppo di dare un cambio allo stile musicale degli Héroes. A lui interessano un altro tipo di correnti musicali che stanno incominciando a sorgere in Europa in quel momento, sentendosi attratto per la nuova musica elettronica più contundente ed industriale come quella dei Kraftwerk negli anni settanta o quella dei Depeche Mode negli anni ottanta per esempio. Ad Enrique interessa il jungle ed il drum 'n' bass di Tricky, Orbital e Massive Attak, e non gradisce per niente di rimanere ancorato nel rock & roll classico. Ma come in tutti i tentativi di cambiamento nella musica degli Héroes del Silencio proposti in precedenza dallo stesso Enrique, anche in questa occasione ritrova l’opposizione del resto del gruppo, specialmente di Juan Valdivia, più favorevole a mantenere lo spirito tradizionale del rock il quale non è altro che lo spirito originale degli Héroes del Silencio.
Le discrepanze musicali tra Juan Valdivia ed Enrique Bunbury provocano un progressivo distanziamento tra di loro e condizionano l'ambiente intorno alla band. Inoltre, la crisi di identità che soffre in quei momenti Enrique Bunbury il quale gli produce un'insoddisfazione interna ed una demotivazione professionale, fa si che la situazione si faccia del tutto insostenibile e decidono che una volta conclusa la tournèe, gli Héroes si prenderanno un periodo di riposo affinché ognuno porti a termine i suoi progetti personali. Nonostante la decisione preferiscono non rendere la cosa pubblica per il momento.
Per tutto questo tempo fino alla fine della Tournèe, Enrique Bunbury si mette già a lavorare per il suo progetto solista, scrivendo testi, componendo canzoni ed approfittando del tempo di riposo tra un concerto e l’altro per cercare studi di registrazione dove potere registrare i suoi primi lavori. In questa maniera, a marzo registra cinque nuovi demos negli studi I.R.S. Records di Los Angeles ed altri tre negli studi di San Juan di Puerto Rico.
Tra tutti questi problemi e decisioni interne della band, il tour continua e a metà aprile viaggiano in Sud America, precisamente in Ecuador, Colombia, Argentina, Uruguay, Cile e Paraguay, per poi più tardi ritornare di nuovo negli Stati Uniti. A metà di maggio ritornano in Europa per suonare in alcuni festival tedeschi e negli studi della Cadena 40 Principales di Madrid, dove registrano un concerto acustico trasmesso successivamente nelle radio e televisioni.

Agli inizi di giugno, gli Héroes ritornano in Spagna dove iniziano immediatamente la seconda parte della tournèe spagnola, che comincia il 1 giugno a Barcellona e che li porta a Bilbao, Benidorm, Madrid, Saragozza, Teruel, Valladolid, Zamora, Vigo,
A Luglio lasciano

Finalmente le voci riguardanti lo scioglimento degli Héroes del Silencio arrivano ai mezzi di comunicazione e ai fans, in modo che a metà settembre la band decide di realizzare una conferenza stampa a Lima (Perù), per annunciare in maniera ufficiale la decisione di fare uno stop temporaneo di due anni per riposarsi e dedicarsi alle rispettive vite e progetti solisti, per poi ritornare freschi e rilassati. La notizia causa un'enorme dispiacere tra i fans degli Héroes proprio nel miglior momento professionale della band. Dopo avere dato la notizia, durante il resto della tournèe sud-americana, il gruppo deve sopportare le continue domande sul loro scioglimento, vedendosi obbligati a smentire ogni tipo di dicerie sui motivi della separazione.
Come addio, e prima di finire il tour, il 28 settembre viene pubblicato un doppio album dal vivo chiamato "Parasiempre", registrato nei concerti celebrati i giorni 7 e 8 giugno a Madrid e Saragozza. In questo disco, si riassume ciò che fu il tour "Avalancha", si redigono i pezzi più emblematici della storia degli Héroes del Silencio interpretati dal vivo, saldando il debito che la band aveva coi suoi fans dalla tournèe “El camino del exceso”, nella quale si annullò la pubblicazione di un disco dal vivo. Si potrebbe dire che "Parasiempre" è il primo disco dal vivo degli Héroes poiché fino a quella data, i due lavori dal vivo della band, "En directo" edito nel 1989 e "Senda ‘91” edito nel 1991, erano dischi di breve durata e messi in vendita in edizione limitata, i quali erano autentici pezzi per collezionisti ed alla portata di pochissimi fans. Benché in questa occasione ci sia anche un premio per i fans più mattinieri, poiché con le prime 10.000 copie di "Parasiempre" fu allegato una videocassetta (VHS) con frammenti di interviste ed esibizioni della band durante la tournèe "Avalancha". Il design del libretto ed il disco è realizzato da Ana Ortiz di Landázuri e Joaquín Cardiel.
Perciò, gli Héroes, più preoccupati di finire la tournèe che per la tournèe in sé, realizzano la loro ultima serie di concerti nel mese di ottobre, nelle città di San Francisco, San Bernardino e Los Angeles. Quest’ultimo concerto finì prima del tempo a causa di alcuni litigi provocati da alcune sfortunate dichiarazioni fatte giorni prima da Enrique Bunbury nelle quali fa capire che le donne messicane non sono il massimo dal punto di vista fisico. La pioggia di oggetti sul palco fu tale che il concerto venne sospeso mentre la band suonava il brano "Parasiempre."
LA REUNION DEL 2007
Nel 2006 la EMI rimasterizza digitalmente gli album in studio della band, in 4 doppi cd "ediciones especiales": a detta della EMI, i cd extra avrebbero dovuto contenere materiale inedito e rarità, in realtà sono composti da canzoni già pubblicate nelle raccolte precedenti. Unico motivo di interesse sono le tracce di En Directo (pubblicate per la prima volta su cd) e Senda '91 (già fuori catalogo da molti anni).
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Il 14 febbraio 2007 viene ufficialmente annunciato il ritorno degli Héroes Del Silencio (per festeggiare il ventesimo anniversario del loro debutto discografico). Tra settembre e ottobre si è svolto un tour di 10 date (Guetamala, Buenos Aires, Città Del Messico, Los Angeles, Saragozza, Siviglia, e Valencia). La novità di questo tour è l'assenza del "quinto eroe" e secondo chitarrista Alan Boguslavsky, sostituito da Gonzalo Valdivia, fratello di Juan. Durante lo stesso periodo, la EMI pubblica due boxset di vinili, prodotti esplicitamente dedicati ai collezionisti e stampati in sole 5000 copie.
Inoltre vengono pubblicati un doppio cd e un doppio dvd che rendono omaggio all'ultima tournèe, intitolati entrambi "Tour 2007", il primo contiene 28 canzoni registrate in Messico ed il secondo invece il concerto tenutosi a Città del Messico con l'aggiunta di un documentario extra.
Nonostante il successo e l'entusiasmo generale della Reunion, le possibilità che gli Héroes del Silencio ritornino a comporre musica e rilasciare un nuovo album in studio sono molto scarse o pressochè nulle.
Nel frattempo Enrique Bunbury continua la sua carriera solista (iniziata nel 1996) che gli ha dato parecchie soddisfazioni in Spagna e nel centro-sud America.