BIOGRAFIA DEGLI HEROES DEL SILENCIO | HEROES DEL SILENCIO ITALIA

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Non si può diventare un guerriero spirituale solo perché lo si desidera. E’ un cammino interminabile che durerà fino all’ultimo istante di vita. Non si nasce guerriero e non si nasce uomo comune. Siamo noi a trasformarci nell’uno o nell’altro.

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mercoledì, 06 maggio 2009

BIOGRAFIA DEGLI HEROES DEL SILENCIO

PRIMA PARTE (1984-1988)


1984

Tutto incomincia quando Joaquín Cardiel suonando il basso con i Tres de Ellos e Edición Fría, Juan e Pedro Valdivia suonando rispettivamente la chitarra e la batteria nei Zumo de Vidrio, ed Enrique Bunbury suonando il basso con i Proceso Entrópico; si presentano alla "I Muestra de pop, rock y otros rollos" tenutasi a Saragozza i giorni 23, 24 e 25 di marzo del 1984. Lontani dal trionfare, i risultati ottenuti nel concorso sono solo una serie di buone critiche per il gruppo di Juan Valdivia (Zumo de Vidrio).

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Più avanti, ad una festa di compleanno, Juan rincontra Enrique riconoscendolo come il bassista dei Proceso Entrópico e lo invita a suonare il basso col suo gruppo. Enrique incomincia a provare con loro fino a che si incorpora definitivamente con i Zumo de Vidrio. In quell'epoca era raro che un musicista avesse uno strumento ed amplificatore proprio, e provavano collegando la chitarra ed il basso allo stesso amplificatore. A quei tempi il cantante del gruppo era un cugino di Juan e Pedro Valdivia, il quale suonava nel gruppo solo per divertimento. Quando questo incomincia a mancare alle prove, Enrique si improvvisa come cantante e dopo avere cantato "Rock & Roll suicide" di David Bowie, Juan gli  chiede di diventare il nuovo singer della band.

 

Con Enrique nelle vesti di vocalist si incominciano a comporre i primi brani: "Héroe del Silencio" (che successivamente si chiamerà "Héroe de Leyenda"),  "Olvidado", "Hologramas" e "Sindicato del Riesgo". In questa maniera lo stile dei Zumo de Vidrio (che precedentemente era un pop più gioviale), incomincia ad oscurarsi tanto musicalmente quanto liricamente. E llora quando si decide che le nuove canzoni servono per un progetto parallelo ai Zumo de Vidrio optano per registrarle in un nastro, il quale gli costò 15.000 pesetas (90 euro).

 

 

1985

La sorella di Juan, Beatriz Valdivia, che conosceva Cachi (un commentatore musicale e DJ che lavorava nel programma "Sangre española" di Radio Saragozza), gli dice di portargli il nastro che avevano appena registrato. Juan, Pedro ed Enrique lo incontrano e questo non li prende troppo sul serio. Pochi giorni dopo, Beatriz riceve una chiamata da Cachi, il quale era intenzionato ad incontrare nuovamente la band dei suoi fratelli.

 

Andando a Radio Saragozza incominciano a cercare un nome per il nuovo gruppo e poco prima di entrare nella sala decidono di chiamarsi Héroes del Silencio come il vecchio nome della canzone “Héroe de Leyenda”. A partire da quell'incontro Cachi incomincia ad appoggiare il gruppo e lì nascono gli Héroes del Silencio, inizialmente formati da Enrique Bunbury come bassista e cantante, Juan Valdivia alla chitarra e Pedro Valdivia alla batteria.

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La prima esibizione degli Héroes del Silencio fu ad una sessione de "Las Matinales del Cine Pax", organizzata da Radio Popular, in un teatro che stava nel Palazzo Arzobispal sito nella Piazza di La Seo di Saragozza. Gli Héroes suonano come gruppo spalla degli Alphaville y Boda de Rubias ed Enrique si presenta in pubblico con un sombrero alla Phillip Mallowe e pronuncia queste parole: “Benvenuti nella casa del Signore”.

 

Alla fine dell’anno si delinea la formazione definitiva degli Héroes del Silencio.

 

Da una parte Enrique si vede limitato dovendo suonare il basso e cantare allo stesso tempo e preferisce dunque dedicarsi al canto, confrontarsi col pubblico e maneggiare meglio la situazione. È per quel motivo che decidono di arruolare un nuovo bassista e chiedono a Joaquín Cardiel degli Edición Fría, (la band della sala prove accanto) di suonare provvisoriamente con loro. Benché all’inizio Joaquín non fu un membro fisso, perché in quell'epoca era molto abituale che i musicisti suonassero contemporaneamente in vari gruppi, alla fine decise di rimanere, diventando uno dei membri più attivi degli Héroes del Silencio.

 

D'altra parte, Pedro Valdivia incominciò di volta in volta a trascurare il gruppo per dedicarsi ai suoi studi di medicina, fino a che abbandona la band in maniera definitiva. Per qualche tempo in alcune prove si occupa della batteria proprio Enrique, e arrivano perfino ad usare una drum machine. Fino a che finalmente si invita a provare Pedro Andreu che suonava nei Modos. L'idea era che il batterista fosse provvisorio fino a che se ne trovasse un altro, ma Pedro mostrò molto interesse per il progetto che finisce per rimanere e diventa un membro effettivo.


antologia_5Sin dall'inizio gli Héroes del Silencio erano molto convinti delle loro possibilità e volevano andare sempre più avanti, con l'unico obbiettivo di registrare un disco ed arrivare al pubblico di tutta la Spagna. Tutto quello che guadagnano dalle esibizioni è destinato a migliorare la strumentazione del gruppo, cambiando amplificatori, chitarre, batterie e migliorando sempre il loro equipaggiamento.

Dotati di grande autostima, incominciarono subito ad avere dei fans e a relazionare con il pubblico, addirittura nell’estate dello stesso anno nel Rincón de Goya a Saragozza come gruppo spalla degli Unión, gran parte del pubblico cantava in coro “Olvidado” senza che ci fosse ancora nessun disco del gruppo sul mercato e obbligandoli perfino a fare dei bis, una cosa strana per un gruppo spalla.

                                                                         zona heroes del silencio heroes del silencioIl gruppo si consolida ed ogni volta suonano meglio. Incominciano ad uscire nei media locali, come per esempio nella rivista postmoderna "Meno 15”, ed a contare sull’appoggio di buona parte della critica di Saragozza che li innalza con entusiasmo e gli aiuta fino a che le case discografiche di Madrid comincino a sentire parlare di loro. Matías Uribe (giornalista de l’Heraldo de Aragona e propulsore della rivista di portata nazionale "Disco Actualidad", e Cachi furono quelli che più di tutti appoggiarono il gruppo all’inizio).

 

Quell'anno arrivano anche alla fase regionale del Festival di Benidorm. Secondo la loro stessa opinione tutto si deve alla grande amicizia che esiste tra i membri del gruppo ed alla democrazia che c'èra nel momento di prendere le decisioni.

 

 

1986


heroes15zz9Il gruppo partecipa a più concerti e registra diversi demo con sempre più brani, con l'intenzione di creare un repertorio proprio. La voce di Enrique continua a cambiare in meglio, acquisendo toni gravi, e lo stile musicale ed il suono del gruppo incomincia ad affiorare. Cercano continuamente di esibirsi e vanno spesso al Municipio di Saragozza per offrirsi come supporters di qualsiasi gruppo. Incominciano ad essere coscienti che c’è sempre più gente ai lori concerti e che la loro musica piace, e l'idea di registrare un disco si trasforma praticamente in un'ossessione. Non  solo inviano i nastri che registrano alle stazioni radiofoniche locali ma incominciano ad inviarli anche alle  case discografiche dei dischi che hanno in casa loro, alcune delle quali sono già scomparse da tempo. Il risultato non è del tutto soddisfacente.  Come aneddoto, la SONY gli risponde per comunicargli che non entrano nei suoi piani ma di continuare ad inviare materiale. In quell'affanno di voler progredire, maneggiano l'idea di cercare un manager ed in realtà lo trovano. Si tratta di un manager di orchestre da ballo che fa loro alcuni cartelli  pubblicitari ma che non gli fa ottenere nessuna esibizione. Durante tutto l'anno continuano a fare da gruppo spalla in concerti di altri artisti come Alphaville, 091, Unión', etc., facendosi conoscere ulteriormente.

 

In estate si presentano al concorso "Nuovo Pop Spagnolo", una competizione organizzata da Radio Catena, una stazione radio statale ora scomparsa che si occupava di  promuovere nuovi gruppi.

 

refugio_3Gli Héroes del Silencio raggiungono la finale che ha luogo a Salamanca dopo aver guadagnato la finale di Saragozza, alla quale arrivano gruppi come Distrito 14 (a quei tempi Pékora Harris) , Los Modos ed altri gruppi saragozzani. Nella finale di Salamanca arrivano terzi tra bands come  La Granja, Tomato, Las Ruedas y Misión Imposible; con una gran delusione per loro stessi e per i loro fedeli seguaci. La sconfitta gli sprona a continuare a lavorare. Nella finale di Saragozza come in quella di Salamanca sono stati visti da agenti della compagnia discografica EMI.

 

Prima della fine dell'anno suonano  a Las Fiestas del Pilar di Saragozza, nello Stadio de La Romareda facendo da supporto a El Último de la Fila e Franco Battiato e nel Paseo de La Independencia a Puturrú de Fuá.

 

 

1987

Questo anno è il più importante della carriera degli Héroes del Silencio.

 

Cachi, interessato a diffondere e scoprire i gruppi aragonesi, accompagna gli Enfermos Mentales (un gruppo di Saragozza) a Madrid, dove si recavano per essere visti da rappresentanti di differenti case discografiche. Durante il suo soggiorno a Madrid, Cachi fa arrivare a Gustavo Montesano, produttore e chitarrista di Olé-olé e rappresentante della casa discografica EMI, una delle registrazioni degli Héroes del Silencio. La EMI era già stata informata  dell’esistenza degli Héroes e del loro potenziale.

 refugio_1Gustavo Montesano rimase molto impressionato dal lavoro degli Héroes del Silencio, tanto che va a Saragozza per assistere all'esibizione che il gruppo doveva tenere il 10 di Gennaio nella sala En Bruto, in un ciclo di concerti chiamato "Zaragoza sobre el escenario" organizzato da Mariano Chueca dei Distretto14. Dopo quel concerto gli Héroes firmano un contratto con Gustavo Montesano, contratto che li unirebbe per tutta la loro carriera alla  EMI, fondata nel 1931, ed è una delle più antiche della storia.

 

Al tempo nessun gruppo di Saragozza aveva registrato un LP eccetto i Vocoder e  i Van Cyborg, e gli Héroes del Silencio tarderanno un po' prima di registrare il loro.

 

In un primo momento la EMI non si fida troppo del successo che potrebbero avere e provano con la pubblicazione di un maxi-singolo prima di rilasciare un LP. In questo modo pretendono di soppesare il mercato prima di arrischiarsi con un lancio “alla grande” di un album completo. Ricardo Ortiz, direttore di marketing della EMI in quel momento, avverte gli Héroes che se non vendono almeno 5.000 copie del maxi-singolo non potranno registrare l’LP.  Egli delude molto il gruppo visto che quello è il loro principale obbiettivo.


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Alla fine dell’anno viene pubblicato il primo lavoro discografico, il maxi-singolo "Héroe de Leyenda”. La registrazione fu realizzata in una settimana, con molta fretta e con pochi presupposti, e così si arrivarono a vendere 30.000 copie in poco tempo, la EMI dovette dunque ristamparlo.

 

Il disco è un chiaro esempio che gli Héroes del Silencio si trovano in una tappa di transizione e ciò crea dei dubbi, loro fanno un stile di musica con tendenze pop londinesi e con le tipiche batterie elettroniche, già a quei tempi passate di moda. Nonostante tutto, in quel maxi-singolo "Héroe de Leyenda" si può apprezzare il fatto che il gruppo dà quasi la stessa importanza sia alla voce che alla chitarra.

 

La settimana di registrazione servì a loro per acquisire esperienza in vista del seguente album e per farsi conoscere definitivamente in tutta la Spagna.

 

 

1988

La buona accoglienza del primo lavoro discografico incoraggia la EMI ed il produttore Gustavo Montesano a far registrare alla band il primo LP "El Mar No Cesa” che viene pubblicato nel mese di ottobre di quello stesso anno.

 

Enrique sapeva già da molto tempo che il suo primo disco doveva chiamarsi "El Mar No Cesa”. Il nome “nacque” un giorno nel negozio di dischi di Zaragoza Linacero, dove lui andò a comprare un album di un gruppo punk madrileno chiamato "Mar otra vez" e non ricordandosi il nome lo chiese come "El Mar No Cesa”. Il suo errore ispirò il nome di una canzone e posteriormente quello del primo disco del gruppo. Inoltre si trasforma nel lemma del gruppo nel quale il mare è il protagonista nelle fotografie promozionali, appare nella facciata del disco e  perfino nella maggior parte dei testi delle canzoni.

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L'album, inciso negli Studi Hispavox di Madrid, è una dimostrazione dell'evoluzione che  il gruppo soffre  nei quindici mesi che separano la pubblicazione dal primo maxi-singolo dalla quella del LP. La voce di Enrique suona in modo meno adolescente ed il suono si avvicina  di più a quello del pop inglese anni ‘80.  libro_3Trattandosi del primo album, il gruppo si vede obbligato ad accettare certi aspetti di produzione coi quali non sono molto d'accordo. Gli Héroes del Silencio vogliono riflettere nel disco la stessa carica ed energia che hanno nelle esibizioni dal vivo, ma il produttore non pensa la stessa cosa. Nonostante tutto, il disco non è come i produttori esattamente vogliono poiché lo arrangiano con suoni di sintetizzatore senza consultare in primo luogo il gruppo. Enrique se ne accorge e minaccia di lasciare le registrazioni e di ritornare a Saragozza se non si cambiano le cose, la casa discografica  è dunque obbligata a togliere gli arrangiamenti e a limitarsi a produrre il disco. Tutte queste cose fanno si che il disco non sia esattamente come il gruppo vuole.

 

Dopo la pubblicazione di "El Mar No Cesa”, gli Héroes del Silencio si imbarcano nella promozione del disco per stazioni radiofoniche e soprattutto nelle televisioni, le quali si mostrano molto ricettive col gruppo. Incominciano ad apparire in differenti programmi televisivi suonando in playback e nelle riviste femminili. Invece la stampa scritta si mostra sin dall’inizio indifferente, ad eccezione di quella aragonese.


postato da: Hechizo alle ore 14:35 | link | commenti (2)
categorie: biografia

Commenti
#1    08 Maggio 2009 - 16:56
 

ottimo lavoro!

in lingua italiana mancava una biografia degli Héroes così approfondita, hai colmato un vuoto.

a presto
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#2    08 Maggio 2009 - 18:31
 
Grazie!
questa biografia l'ho tradotta in italiano da una pagina web di geocities.com, questo è il link:

http://www.geocities.com/heridadelsilencio/historia_silencio.html

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